MERIGGIARE PALLIDO E ASSORTO

MERIGGIARE PALLIDO E ASSORTO

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

Eugenio Montale

 

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Meriggiare… di Montale, detta da filippo gili

IL GATTO

IL GATTO

 

trattieni le unghie della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati
di metallo e d’agata.
Quando le dita indugiano ad accarezzare
la tua testa e il dorso elastico
e la mano s’inebria del piacere di palpare
il tuo corpo elettrico,
vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
e, dai piedi fino alla testa,
un’aria sottile, un minaccioso profumo
circolano attorno al suo corpo bruno.

 

Charles Baudelaire

SABBIE MOBILI

SABBIE MOBILI

 

Demoni e meraviglie

Venti e maree

S’è ritirato già il mare in lontananza

E tu

Come alga dolcemente dal vento accarezzata

Nelle sabbie del letto ti agiti sognando
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Il mare si è ritirato già in lontananza
Ma nei suoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per farmi annegare.

Jacques Prévert

(trad. Gian Domenico Giagni)

LA BALENA (ovvero il suo sogno di crociera)

La balena (ovvero il suo sogno di crociera)

 

Non ci siamo mai visti

ma di tanto in tanto ci incontriamo

tu increspi la mia mente per un attimo

e forse io la tua per un secondo

 

ma questa nostra futile conoscenza

porta a pensare alla più grande bestia della terra:

quando i naviganti scorgono un soffio nel mare

essi esclamano ecco lì c´è una balena

 

 

e ad un tratto tu mi vedi emergere

e inconsciamente fai quest´osservazione: “ecco! è lui!”

ed io svanisco di nuovo sotto la superficie della tua mente

 

qualche volta mi viene il desiderio di assorbire dentro di me ciò che tu hai:

e ridestandomi ad un tratto poter bofonchiare: “sono io”

ma fra i momenti di coscienza navigo nell´obblio

tra rinascite e ritrovamenti

 

di me stesso:

uno dei passeggeri ciondolante fuori dalla baldoria

improvvisamente dal profondo silenzio esclama

vedendo un soffio “ecco, sono io… e addio Jónas”

 

ma la mia vita non è questa

non sono tra i passeggeri della nave

invece sotto di essa vengo trascinato:

sempre io… e ogni tanto vedi un soffio.

 

 

JONAS THORBJARNARSON

 

Trad. dall ´islandese. Hanna Fridriks e Franco Castellana

FORLAGID JPV : http://www.jpv.is/Forsida/

 

UNO SCOPPIO IN PIEMONTE

Uno scoppio in Piemonte

 

Pedalo…

In vista sempre la prossima collina –

 

con il suo borgo assemblato di pietre

dei vecchi poltriscono davanti alle porte

mezzi vivi

monumenti di se stessi, le proprie prodezze e sviste –

mangiano l´ombra

(immagino me stesso ugualmente conciato dal tempo)

 

Presso ogni paese spunta un borgo sepolcrale

così imponente, così grandioso

da considerare un successo materiale il trasferirsi lì

 

ma in cima ad ogni collina troneggia una chiesa

è una regola in Piemonte sin dai giorni prosperosi di Dio

si invocano, echeggiano

attraverso le incessanti vigne ondeggianti

 

E l´ampio ovest svela le Alpi nella distanza bluastra

 

Ho pedalato lontano …

Cesare Pavese

che di tutti i poeti

ha espresso nel modo più fervente e bello

il suo amore per queste colline

lui decise alla mia stessa età

di mettere il punto: una pallottola

 

 

JONAS THORBJARNARSON

Trad. dall ´islandese. Hanna Fridriks e Franco Castellana

FORLAGID JPV : http://www.jpv.is/Forsida/

 

PIEMONTE

PIEMONTE

 

Bello essere qualcuno sull´orlo alto di una Rocca

e sorvolare le colline ondeggianti

vedere la terra essere ancora la terra verde

e in Piemonte le opere degli uomini

stanno bene al Piemonte: le cascine

sembrano chiamarsi tutte Campobello e gli agri

s´inventano un verde variegato ma le colline

si ricoprono di borghi in alto; la distanza è un chiaro

misto di foschia e Alpi –

bello vedere come tutto è bello

 

JONAS THORBJARNARSON

Trad. dall ´islandese. Hanna Fridriks e Franco Castellana

FORLAGID JPV : http://www.jpv.is/Forsida/

CAVALIERE SOTTO LA PIOGGIA

CAVALIERE SOTTO LA PIOGGIA

 

Acque come fondo, muri d’acqua,

trrifoglio e avena lottata,

cordami uniti alla rete di una notte

umida, grondante, selvaggiamente filata,

goccia che strazia ripetuta in lamento,

furia diagonale che taglia il cielo.

Galoppano i cavalli di profumo che cola,

sotto l’acqua che batte l’acqua

divisa dalla rete di rami rossi di pelo,

pietra e acqua: e il vapore segue come folle latte

l’acqua inasprita con colombe in fuga.

Non v’è giorno senza rovesci di cisterne

del clima inesorabile, del verde movimento,

e le zampe annodano veloci terra e tempo

fra bestiale odore di cavallo e pioggia.

Mantelli, finimenti, gualdrappe di pelle

serrate in cupe melagrane

sugli ardenti fianchi di zolfo

che battono e piegano la selva.

 

Più in là, più in là, più in là, più in là

più in là, più in là, più in là, più in làaaaaa,

i cavalieri rompono la pioggia, i cavalieri

passano sotto aspri nocciòli, la pioggia

tesse in tremuli raggi il suo grano eterno.

Ecco la luce dell’acqua, il lampo confuso

dirama sulle foglie, e dal tonfo del galoppo

salta un’acqua senz’ala, ferita a terra.

Umide redini, arco di rami,

passo di passi, pianta notturna

di stelle spezzate come ghiaccio o luna, cavallo

vorticoso coperto di frecce come freddo spettro,

pieno di nuove zampe nate nella furia,

galoppante quartiere assediato dalla paura,

e dal suo grande re dal temibile stendardo.

 

(Da “CITTA’,CITTA’DI FUOCO, RESISTI” Pablo Neruda ; trad. di Salvatore Quasimodo)

GIA’ LA PIOGGIA E’ CON NOI

GIA’ LA PIOGGIA E’ CON NOI

 

 

Già la pioggia è con noi

scuote l’aria silenziosa.

Le rondini sfiorano le acque spente

presso i laghetti lombardi,

volano come gabbiani sui piccoli pesci;

il fieno odora oltre i recinti degli orti.

 

Ancora un anno è bruciato,

senza un lamento, senza un grido

levato a vincere d’improvviso un giorno.

 

Salvatore Quasimodo

 

GIA' LA PIOGGIA E' CON NOI

GIA’ LA PIOGGIA E’ CON NOI

 

 

Già la pioggia è con noi

scuote l’aria silenziosa.

Le rondini sfiorano le acque spente

presso i laghetti lombardi,

volano come gabbiani sui piccoli pesci;

il fieno odora oltre i recinti degli orti.

 

Ancora un anno è bruciato,

senza un lamento, senza un grido

levato a vincere d’improvviso un giorno.

 

Salvatore Quasimodo

 

ECCOMI QUI

ECCOMI QUI

 

Eccomi qui e sei entrata

la porta sempre aperta si è inchinata

al passaggio, lasciando dietro la febbre

da cavallo che toglieva la voce.

 

Eccomi sono qui! Ti sono corso incontro

per cancellare il dolore

per farti rotolare nel sole

mentre la rugiada lo beve ed hai sorriso.

 

Finalmente quel sorriso ha spalancato

le braccia del creato e il Sole

magnanimo fino all’estremo

ti ha avvolta nel suo calore ed hai sorriso.

 

 

Reno Bromuro