SABBIE MOBILI

Sabbie mobili
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano già si è ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Dèmoni e meraviglie
Venti e meree
Lontano già si è ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi.

Jacques Prevert

SE POTESSI VIVERE DI NUOVO LA MIA VITA

Se potessi vivere di nuovo la mia vita.
Nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.

Correrei più rischi,
farei più viaggi,
contemplerei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.

Andrei in più luoghi dove mai sono stato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari.

Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto
della loro vita sensati e con profitto;
certo che mi sono preso qualche momento di allegria.

Ma se potessi tornare indietro, cercherei
di avere soltanto momenti buoni.
Chè, se non lo sapete, di questo è fatta la vita,
di momenti: non perdere l’adesso.

Io ero uno di quelli che mai
andavano da nessuna parte senza un termometro,
una borsa dell’acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.

Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all’inizio
della primavera
e resterei scalzo fino alla fine dell’autunno.

Farei più giri in calesse,
guarderei più albe,
e giocherei con più bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.

Ma vedete, ho 85 anni
e so che sto morendo.

Jorge Luis Borges

CANTO ESULE

 

CANTO ESULE

 

Quello che io provo

Ora è sabbia che non scorre,

Freddo che scende

Sulla schiena, lungo la via.

Non importa ciò che è scritto

Tra le pagine del Tempo,

Questo mio canto

Chiede al vento che mi porti via …

I WANNA GO HOME …

Silenzioso c’è

Un luogo dietro ai miei pensieri,

Suono che tocca gli emisferi,

Fino alle radici del ricordo

Dove vive la saggezza,

Dove vive la mia gente

E una compagna che mi attende

Lontano da qui …

I WANNA GO HOME …

Come il sole

Dentro ai portici del Tempio brillerei

Come neve

Tra le dita del silenzio ricadrei …

Io vorrei, io vorrei

Cambiare questo senso

D’ irrequietezza e nostalgia

E CHIAMO IL MIO NOME

Non importa ciò che è scritto

Non importa ciò che sento

Quello che cerco

E’ di spezzare questo incantesimo …

I WANNA GO HOME …

Questa notte

Ho già pronte le valigie dell’Amore,

Questa notte

Non ho voglia di sprecare parole

Sarà un viaggio fantastico

Dentro di me …

Quando l’alba

Ridipinge il mondo d’amore

E mia madre si sveglia

E mi stringe al suo cuore …

Dentro me

Ritroverò

L’ amore che

Come un fuoco

Accende gli occhi

MIO

CANTO

ESULE …

Matàla, Maggio 1998

BERKANA

 

BERKANA

 

Cosa chiama il mio nome ?

BERKANA. Mia Regina. Foresta.

Echi di fruscio e sussurri.

Parlano di storie antiche. Amicizie rotte.

Forse vite infrante.

Eppure riconosco. In fondo al lago.

Integro il Cuore.

Quanti secoli sono passati da che oggi sono qui?

E guardo il mio viso. Riflesso. Osservarmi.

Il pulsare del Mondo dirige l’illusione del Tempo.

E’ TEMPO.

Quanti giorni ho dormito?

Non è dualismo. E’ solo poter scegliere infine.

E’ la voce della foresta. In cui ti perdi.

All’inizio della vita. E ti ritrovi.

A primavera inoltrata. E forgi lo sguardo.

E forgi l’Uomo.

Dove siete allora amici? Dove state combattendo?

La nebbia di Merlino è intessuta d’insidie.

Ma è sempre l’Alito del Drago.

IL DRAGO.

La vecchia bandiera. Noi schierati nella piana.

Davanti alle colline. Le spade incrociate.

Possiamo essere così belli davanti al Padre?

Mani strette. Tornano turbinanti foglie.

Tornano i sussurri. Il Freddo al cuore.

Le domande di vita e di morte.

Rincrescimento. La Foresta osserva.

Fuori da ogni gioco. Fuori.

Da ogni Tempo :

CORRI !

Suoni annunciano l’azione.

Scalpitano i piedi. I muscoli si tendono.

Spasimano. Solo per agire.

Solo per perdonare. Per abbracciare.

Ritornare.

Mi giro. La Foresta è lontana.

Ma i suoi sibili. Rumori sordi.

I suoi suoni sono ancora in me.

Mia Regina.

BERKANA

Creta, 28 Maggio 1998

AUTODAFE’

 

AUTODAFE’

Sono uno dei tanti

Che non riesce più a pensare a niente

Sono uno di quelli

Senza casa a cui tornare, senza mente.

Mi sento legato al passato

Come una cornice per le fotografie

Sono uno dei tanti

Che non riesce a sentirsi vero

Sono uno di quelli

Senza volto, con la vita avvolta nel mistero

E lo sguardo appassionato

Che ingannerebbe anche un amico.

Sono uno dei tanti

Che si nutre di storie d’amore

Sono uno di quelli

Che aprono e chiudono i libri a piacere

E con questo riescono lo stesso a soffrire

Sono uno dei tanti

Che si perdono tra le scorciatoie

Sono unno di quelli

Che credono di non aver bisogno di nessuno

Che seguono le illusioni fino in fondo

E non portano in mano un sasso

Per costruire il proprio mondo.

Sono uno dei tanti

Che capiscono d’aver sbagliato

Sono uno di quelli

Sensibili che domanda favori al fato

Ma in fondo è il cuore a pesare troppo

Con l’egoismo a cuocer dentro

E camminare zoppo.

Finale Ligure, 20 Dicembre 1998