IL TUO CUORE LO PORTO CON ME

 

Il tuo cuore lo porto con me

Il tuo cuore lo porto con me.
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato
perché il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perché il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
tu sei quel che luna sempre fu
e quel che un sole sempre canterà sei tu
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l’anima spera,
e la mente nasconde.,
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.
Edward Estlin (E. E.) Cummings

CLARA ANAGR

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nella

nostra dolce perversa ma’am

 

un leggero tocco di colore

 

toccando il cielo per un istante

 

 

(siamo ancora vivi.)

 

 

10/12/1981

r.a.c.

NOT WAVING BUT DROWNING

NOT WAVING BUT DROWNING

 

Nobody heard him, the dead man,

But still he lay moaning:

I was much further out than you thought

And not waving but drowning.

Poor chap, he always loved larking

And now he’s dead

It must have been too cold for him his heart gave way,

They said.

Oh, no no no, it was too cold always

(Still the dead one lay moaning)

I was much too far out all my life

And not waving but drowning.

STEVIE SMITH

Stevie Smith, “Not Waving but Drowning” from Collected Poems of Stevie Smith. Copyright © 1972 by Stevie Smith. Reprinted with the permission of New Directions Publishing Corporation.

Source: New Selected Poems (New Directions Publishing Corporation, 1988)

GIOCO DI SPECCHI

GIOCO DI SPECCHI

 

Peter era un mostro, Peter era grasso, Peter

era scemo, Peter era goffo, Peter balbettava

e Peter inciampava e le ragazze ridevano di

Peter e i ragazzi lo punzecchiavano, e Peter

era costretto a restare a scuola dopo le lezioni

e a Peter cadevano gli occhiali e aveva le scarpe

slacciate e la camicia di fuori e vestiva come non

s’era mai visto e Peter sedeva sempre nell’ultimo

banco con il moccio che gli colava dal naso.

questo succedeva allora. cioè alle elementari e

alle medie, e il tempo passava

e passava e

Peter cambia ogni anno la sua fuoriserie e

ha sempre una ragazza nuova e graziosa e

non porta più gli occhiali ed è dimagrito,

sembra quasi bello comunque certo sicuro di sé,

ha una casa in Messico e una a Hollywood.

Peter commercia in arte e in borsa, parla

tre lingue, ha lo yacht e un jet e inoltre

qualche volta produce dei film.

chi lo conosceva allora non lo conosce

adesso.

è successo

qualcosa, che diavolo

è stato?

e la maggior parte dei fighi di allora

che ancora si vedono in giro

sono deformi, sconfitti, ingloriosi,

idioti, senzacasa, senili o

moribondi.

di rado va come ci aspettiamo che

vada.

per la precisione,

mai.

Charles Bukowski

ASPETTANDO I BARBARI

Aspettando i barbari

 

Che aspettiamo, raccolti nella piazza? Oggi arrivano i barbari.

Perché mai tanta inerzia nel Senato?

E perché i senatori siedono e non fan leggi?

Oggi arrivano i barbari.

Che leggi devon fare i senatori?

Quando verranno le faranno i barbari.

Perché l’imperatore s’è levato così per tempo e sta, solenne, in trono, alla porta maggiore, incoronato?

Oggi arrivano i barbari L’imperatore aspetta di ricevere il loro capo. E anzi ha già disposto l’offerta d’una pergamena. E là gli ha scritto molti titoli ed epiteti.

Perché i nostri due consoli e i pretori sono usciti stamani in toga rossa? Perché i bracciali con tante ametiste, gli anelli con gli splendidi smeraldi luccicanti? Perché brandire le preziose mazze coi bei caselli tutti d’oro e argento?

Oggi arrivano i barbari, e questa roba fa impressione ai barbari.

Perché i valenti oratori non vengono a snocciolare i loro discorsi, come sempre?

Oggi arrivano i barbari: sdegnano la retorica e le arringhe. Perché d’un tratto questo smarrimento ansioso? (I volti come si son fatti serii)

Perché rapidamente e strade e piazze si svuotano, e ritornano tutti a casa perplessi?

S’è fatta notte, e i barbari non sono più venuti. Taluni sono giunti dai confini, han detto che di barbari non ce ne sono più.

E adesso, senza barbari, cosa sarà di noi? Era una soluzione, quella gente.

Kostantin Kavafis

BAD ALCHEMY

 

BAD ALCHEMY

 

Lucilla

ogni raggio divino

tutt’attorno

immortale

come il fuoco

spezza

è cenere visiva

e ricade

nell’oscurità dell’acqua

ed il fondo è solo d’argilla

 

gemendo da una nuvola

poi risale

 

ostinata quercia del nostro gioco

 

queste gelide membra ora intrise di calore

si avvinghiano nel liquido che ristagna…

 

ricordo gli anni spesi

nel ricordo sospesi

volando ciechi

attraversando l’angoscia dei pensieri

 

rinchiusi nella città tenda

urlando… questo è il mio gregge…

 

qualche volta

qualche tempo

fa

 

3.sund’ring-dark’ing-thund’ring!/rent away with a terribile crash

eternity roll’d wide apart/wide asunder rolling mountainous all around

departing-departing-departing leaving ruinous fragments of LIFE

hanging-frowning cliffs- & all between : an ocean of voidness unfathomable.

 

… c’er the heav’ns

caracts of blood

thro’ the void on all sides

in a fierce madness…

 

tutto sembra ora tacere

nelle nostre facce

perdite di sangue

in un rosso golfo di ragione

(a Babilon si ride)

and I happy am

and away the vapour flies

ed una dolce astuzia mi invade

insopportabilmente

mi invade

come desiderio

in un torrente : nel mese di novembre di ciascun anno ( a curious

language

in my language)

 

… and I look for the souce (it’s only a disguise) .

 

 

02/12/1981

 

r.a.c.

SONO UNA CREATURA

 

Sono una creatura

 

Come questa pietra
del S. Michele
così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
cos’ totalmente
disanimata

Come questa pietra
è il mio pianto
che non si vede

La morte
si sconta
vivendo

Giuseppe Ungaretti

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