Via! Via tu e la tua generazione del cazzo mamma. Via. Prendo un altro treno. Ho sentito alla TV una tipa dire : per il futuro non c’è molta speranza. As
pettavo solo che l’ aria fosse un poco meno rovent
e. Ti scriverò una riga appena arrivo. Piangeva. D
avanti a me. Lunga vita a queste rotaie e merda ai
codardi. Rovesciata la piovra imperiale. L’isola bea
ta. Le grida dei questuanti. Il sole il fuoco la carne
. Ebbene io vi dico addio. Mi avvicinai a quella don
na di pochi giorni. E le dissi sorridi. Poco prima di
partire. Poi volevo poter andarmene. Guarda che f
accia da cretina ha. Quando piange. Giungo in mez
zo a due stelle. La notte. I fari. Salivo. Stavo salen
do. Fratello. Voi eravate solo una congerie di fanat
ismi ed illusioni. Lasciatemi andare. Ancora una vo
lta li guardo. Ma cosa cazzo gli avete fatto? Anche
per questo non sono più qui. Con voi. Sono stufo. E
vorrei dire la mia. Ma sono stufo. Adesso mi gioco
tutto. Sulle strade la morte è già in viaggio. Spesi
gli ultimi soldi. Per sigarette e caffè. Una strada i
nconsueta. Mi sommerge la gente. La gente tocca.
Prende. Vuole. Ma chi mai mi chiederà da dove vie
ne la mia corona. La mia corona è una macchina g
onfia d’odio
Mai umili f
urono le in
iziative di chi ora mi fa pena. La mia corona è una macchina che feconda in crudeltà. Poi vedo i probl
emi. Chi ci chiede dove impariamo a rubare. O se vogliamo del denaro. Io ascoltavo e pensavo. Non esiste un sottoproletariato. Non siamo poveri e ne
anche sinceri. Ci freghiamo l’un l’altro. E poi tu no
. Non credevi alla TV. Può solo addomesticare. Ve
do dal finestrino tutto immobile. Non mi verrai pro
prio ora a parlare di natura. Sono schifato da tutt
o. Anche delle parole. L’uomo è un nemico. Io cred
o nei nemici. La mia non è una fuga ma un ragiona
re in pace. Chissà chi mi chiederà perché porto u
na corona. Ma adesso basta. Ricordo tutto. Scart
avo l’italia come una caramella d’argento…………..
L’ultima visione che ebbi della mia Patria…………..
Fu una pizzeria……………………………………………….