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REGINA
Quando lei cammina per la strada Si muove come una bambina Davanti alla sua vita le radici del futuro Sbiadiscono e si spengono Al suono elettrico di una chitarra Regina Fucile e la strada, Quando lei ripete a memoria Le poesie clownesche E spiega nelle fabbriche Il tantrico rituale della morte, L’omicidio discrepante in testa A questa città…
Lei cerca la schiuma dell’armonia Cerca un’epoca che non sia Cucita addosso, Regina Noia e la casa Quando raccoglie le poche forze E mi parla della Guerra E si china e mi chiama… Sotto la polvere c’è l’erba Esclama, ricordalo! Ricordalo con Rabbia! Tanto l’Italia non cambia E non assolve i tuoi timori… Affonderò e mi ritrarrò sporco Della vecchia cara buona rabbia Come la lama di un pugnale…
Lei mi aiuta senza pensare Sembra chieda solo di poter toccare Chiede solo di vedere le generazioni Scoprirsi ed avere freddo Uscendo per la città, L’altra faccia della mezzanotte, La jungla dei vent’anni Regina Bionda e le calze rotte Persa nel vuoto con lo sguardo Sempre avanti, dovendo inchinarsi senza però arrendersi neanche t’amassi Regina Musica e la paura Neanche t’amassi Senza più combattere la vergogna Un regalo, l’ultimo pezzo di Dio Per la città del nostro tempo… 5-5-1979
D.V.
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