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NUCLEAR WINTER

 

 

La vita quotidiana - Mi ha riassorbito in un attimo - Eppure qualcosa ha sconvolto - Il fragile equilibrio - del mondo intorno - come un colpo vibrato alla cieca - Un inverno precoce - improvviso e gelido - una spina conficcata nel cuore -

non asportabile ed istocompatibile - che durerà tutta la vita - Così cammino per la strada - Ricoperta di cenere sottile -

un percorso non rilevato - di semafori spenti - Pensieri ed Automobili parcheggiate - Carcasse Abbandonate - Negozi semiaperti  - E l’orologio della Banca - che si è fermato - A quell’ora stabilita - Quando  la caffettiera ha smesso -

 

Di fischiare. Silenzio.

 

Rivedo la mia vita in un solo tempo - Come una corsa -  in un cielo fiammeggiante - La Breve Pausa di una battuta - E poi riprendo affaccendato - Nel mio povero creato - Di messe nere e fiere bianche - tutto freddo intorno - la luce va calando -lunghe folate di vento -  che si incanalano - Per viali e piante - La radio tace - Il telefono è muto - ma siamo tutti d’accordo - Che nulla è accaduto - ed il destino l’ha voluto - Solo l’effetto collaterale - di un malanno passeggero - Un ombra sul Sole - E che importa se l’aria che respiro - m’addensa il cuore - Se il postino muore - Il cane getta la preda -  e si rovinano -

 

Denti e suole, denti e suole.

 

Nuclear Winter - Diventa Party - manifestazione - Per l’evento - una DJset performance - e lieti fenomeni da baraccone -

Infinito senso di tristezza -  dà la Battaglia - Quel tenersi tutto dentro - Per brindare dopo - alla vittoria - Ma io - ma io -

Io sono un uomo che non vince - E non perde mai - sono quella voce fuori campo - che sa spiegare in sintesi l’accaduto -

e non può analizzarlo - Perché il dolore è acuto - e mi lascio sorprendere dalla luce - come gli occhi di un gufo - quando  il sole buca - al tramonto  - la cortina di cenere- tra foglie troppo secche - ed i parchi giochi deserti - e questi oggetti fragili -

 

Che sembrano vetro, ma sono uomini.

 

 D.V.  291007

 

 

 

     

             

 

 

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