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COME ARCO TESO
sono tornato, ti ho avuta in sogno, delicatamente la pianura si apre alla nostra vista e lascia un senso di vuoto in uno stomaco chiuso … il tuo celeste riso è dolce come miele su di una fetta di biscotto color profumo d’ambra … in una notte come in una tavola di nero nel cosmo l’urlo di un cervo … ora conosco un volto forse qualcuno lo conoscevo già … ricorda un lenzuolo bianco sollevato dal vento il nostro incontro … e già cala un sipario come in una giostra di logora abitudine … punge l’aculeo addominale lievemente penetrando nella pelle.
(…diffondendo il luminoso convulsivo e snervato come arco teso in un movimento rotatorio, violentemente, scosso, come ricordo .)
(090389) (r.a.c.)
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