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AL DIO DELLE CITTA’ Attraverso gli occhiali – tento una soluzione per cambiare – una sorella incatenata a guardarmi – mentre bevo veleni – nettari moderni – una nuvola nera copre la città – perché arriva il nostro – Dio Cittadino. Attraverso gli occhiali – provo a cambiare sdraiandomi – accanto a un tappeto di velluto rosa – e tu cosa vuoi ruggire – leone di plastica ? – fai la pecora oppure sdraiati anche tu – accanto a me - perché presto noi SVANIREMO – pregando il Dio delle Città. Attraverso gli occhiali – sono bronzo ed oro – allo specchio mi vedo coraggioso – spalla contro spalla – uomo contro santo – il nuovo ordine – il Dio delle Città ci illumina ma l’amore in fondo trema – il Dio delle Città ci apre una strada fra le mura – ma noi non l’attraversiamo – noi non camminiamo – il Dio delle Città ci da una ragione per essere QUI – essere arrivati e non MORTI in tante battaglie – ciniche e disumane. Il Dio delle Città illumina Ma l’amore ancora trema. 1981 d.v. |
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