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15esimo SISTEMA
un giorno forse rivedrò il tuo viso in quell’ologramma trasmesso da MTV nel nostro sistema, nei pomeriggi d’ozio farfugliati personaggi teletrasportati costituiscono il nostro sapere, quel giorno la pelle fatta a squame vibra in sequenza in una palude artificiale voglio una foglia su cui appoggiare il piede nella tua immagine come sfinge e pensare al riso, all’acqua, alla birra ed alla frutta e alla caduta del gusto in saliva inerte… dimmi caro amico perché quest’asse gravitazionale è così spostato e perché gli anni lasciano sui nostri volti dei piccoli segni che non si cancellano…
si scherza compatti in questo futuro
ma il tempo disgrega i nostri pensieri .
roberto a.c. / anno 88.03.02.
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