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LE 3,16 E MEZZO...

 

dovrei essere un grande poeta

e il pomeriggio casco dal sonno

so che la morte mi viene addosso

come un toro gigantesco

e il pomeriggio casco dal sonno

so di guerre e di uomini che si battono nell'arena

apprezzo la buona cucina, il vino e le donne

e il pomeriggio casco dal sonno,

mi piego al sole dietro una tenda gialla

mi chiedo dove sono finite le mosche dell'estate

ricordo la morte sanguinosa di Hemingway

e il pomeriggio casco dal sonno.

 

un giorno non cascherò dal sonno, il pomeriggio,

un giorno scriverò una poesia che di quelle colline laggiù

farà vulcani

ma ora casco dal sonno, il pomeriggio,

e qualcuno mi chiede: "Bukowsky, che ore sono?"

e io dico: "le 3,16 e mezzo".

mi sento in colpa, mi sento odioso, inutile,

pazzo, mi sento

cascare dal sonno il pomeriggio,

bombardano le chiese, okay, va bene,

nel parco i bimbi cavalcano i ponies, okay, va bene,

le biblioteche sono piene di migliaia di libri di scienza,

una gran musica aspetta dentro la radio vicina

e il pomeriggio io casco dal sonno,

ho in me questa tomba che dice:

ah, gli altri facciano pure, vincano pure,

lasciatemi dormire,

la saggezza è nelle tenebre

spazzare nelle tenebre come scope,

vado dove sono andate le mosche dell'estate,

acchiappatemi se vi riesce.

 

CHARLES BUKOWSKY (trad. di Vincenzo Mantovani)

 

 

Splash

L'illusione è che tu semplicemente

stia leggendo questa poesia.
La realta' è che questa è
più di una
poesia.
Questo è il coltello
di un accattone.
è un tulipano.
è un soldato che marcia
attraverso Madrid. questo sei tu sul tuo
letto di morte.
questo è Li Po che ride
sottoterra.
no, non è una dannata
poesia.
è un cavallo
che dorme.
una farfalla dentro
il tuo cervello.
questo è il circo
del diavolo.
e non la stai leggendo
su una pagina.
è la pagina che legge
te.
la senti? è come un cobra.
è un'aquila affamata
che sorvola la stanza.
questa non è una poesia.
la poesia è barbosa,
ti fa venire sonno.
queste parole ti incitano
a una nuova
follia.
ti ha toccato la grazia,
sei stato spinto
dentro una
abbacinante regione di
luce.
adesso l'elefante
sogna insieme
a te.
la volta dello spazio
curva e ride.
adesso puoi morire.
tu puoi morire adesso come
si doveva morire da uomini:
grande,
vittorioso,
con l'orecchio alla musica,
essendo tu la musica,
che romba,
romba,
romba.


C. Bukowski

 

     

             

 

 

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