DON’T THINK TWICE IT’S ALL RIGHT

Don’t Think Twice It’s All Right

It ain’t no use to sit and wonder why, babe

It don’t matter, anyhow

An’ it ain’t no use to sit and wonder why, babe

If you don’t know by now

When your rooster crows at the break of dawn

Look out your window and Ìll be gone

Yoùre the reason Ìm trav’lin’ on

Don’t think twice, it’s all right


It ain’t no use in turnin’ on your light, babe

That light I never knowed

An’ it ain’t no use in turnin’ on your light, babe

Ìm on the dark side of the road

Still I wish there was somethin’ you would do or say

To try and make me change my mind and stay

We never did too much talkin’ anyway

So don’t think twice, it’s all right


It ain’t no use in callin’ out my name, gal

Like you never did before

It ain’t no use in callin’ out my name, gal

I can’t hear you any more

Ìm a-thinkin’ and a-wond’rin’ all the way down the road

I once loved a woman, a child Ìm told

I give her my heart but she wanted my soul

But don’t think twice, it’s all right


Ìm walkin’ down that long, lonesome road, babe

Where Ìm bound, I can’t tell

But goodbyès too good a word, gal

So Ìll just say fare thee well

I ain’t sayin’ you treated me unkind

You could have done better but I don’t mind

You just kinda wasted my precious time

But don’t think twice, it’s all right

Bob Dylan

Non pensarci, va tutto bene

Non serve stare seduta a chiederti perché, babe

Non è il caso, comunque

E non serve stare seduta a chiederti perché, babe

Se non capisci ancora

Quando il tuo gallo canterà all’alba

Guarda fuori dalla tua finestra e me ne sarò andato

Tu sei il motivo per il quale vado via

Ma non pensarci, va tutto bene


Non serve accendere la tua luce, babe

Quella luce che non ho mai visto

E non serve accendere la tua luce, babe

Sono sul lato oscuro della strada

Ancora speravo ci fosse qualcosa che tu potessi fare o dire

Per cercare di farmi cambiare idea e restare

Ma noi non abbiamo mai parlato abbastanza

Ma non pensarci, va tutto bene


Non serve gridare il mio nome, ragazza

Come non hai mai fatto

Non serve gridare il mio nome, ragazza

Non posso più sentirti

Sto pensando e domandandomi in tutti i modi lungo la strada

Una volta ho amato una donna, una bambina mi sono detto

Gli ho dato il mio cuore ma lei voleva la mia anima

Ma non pensarci, va tutto bene


Arrivederci, dolcezza

Dove sono diretto non posso dirlo

Ma ciao è una parola troppo bella, babe

Così dirò solamente addio

Non sto dicendo che mi hai trattato male

Avresti potuto fare di meglio ma non mi interessa

Hai solamente sprecato il mio tempo prezioso

Ma non pensarci, va tutto bene

Bob Dylan

DON'T THINK TWICE IT'S ALL RIGHT

Don’t Think Twice It’s All Right

It ain’t no use to sit and wonder why, babe

It don’t matter, anyhow

An’ it ain’t no use to sit and wonder why, babe

If you don’t know by now

When your rooster crows at the break of dawn

Look out your window and Ìll be gone

Yoùre the reason Ìm trav’lin’ on

Don’t think twice, it’s all right


It ain’t no use in turnin’ on your light, babe

That light I never knowed

An’ it ain’t no use in turnin’ on your light, babe

Ìm on the dark side of the road

Still I wish there was somethin’ you would do or say

To try and make me change my mind and stay

We never did too much talkin’ anyway

So don’t think twice, it’s all right


It ain’t no use in callin’ out my name, gal

Like you never did before

It ain’t no use in callin’ out my name, gal

I can’t hear you any more

Ìm a-thinkin’ and a-wond’rin’ all the way down the road

I once loved a woman, a child Ìm told

I give her my heart but she wanted my soul

But don’t think twice, it’s all right


Ìm walkin’ down that long, lonesome road, babe

Where Ìm bound, I can’t tell

But goodbyès too good a word, gal

So Ìll just say fare thee well

I ain’t sayin’ you treated me unkind

You could have done better but I don’t mind

You just kinda wasted my precious time

But don’t think twice, it’s all right

Bob Dylan

Non pensarci, va tutto bene

Non serve stare seduta a chiederti perché, babe

Non è il caso, comunque

E non serve stare seduta a chiederti perché, babe

Se non capisci ancora

Quando il tuo gallo canterà all’alba

Guarda fuori dalla tua finestra e me ne sarò andato

Tu sei il motivo per il quale vado via

Ma non pensarci, va tutto bene


Non serve accendere la tua luce, babe

Quella luce che non ho mai visto

E non serve accendere la tua luce, babe

Sono sul lato oscuro della strada

Ancora speravo ci fosse qualcosa che tu potessi fare o dire

Per cercare di farmi cambiare idea e restare

Ma noi non abbiamo mai parlato abbastanza

Ma non pensarci, va tutto bene


Non serve gridare il mio nome, ragazza

Come non hai mai fatto

Non serve gridare il mio nome, ragazza

Non posso più sentirti

Sto pensando e domandandomi in tutti i modi lungo la strada

Una volta ho amato una donna, una bambina mi sono detto

Gli ho dato il mio cuore ma lei voleva la mia anima

Ma non pensarci, va tutto bene


Arrivederci, dolcezza

Dove sono diretto non posso dirlo

Ma ciao è una parola troppo bella, babe

Così dirò solamente addio

Non sto dicendo che mi hai trattato male

Avresti potuto fare di meglio ma non mi interessa

Hai solamente sprecato il mio tempo prezioso

Ma non pensarci, va tutto bene

Bob Dylan

FUORI POSTO

Fuori posto

 

Brucia all’inferno
questa parte di me che non si trova bene in nessun posto
mentre le altre persone trovano cose
da fare
nel tempo che hanno
posti dove andare
insieme
cose da
dirsi.

Io sto
bruciando all’inferno
da qualche parte nel nord del Messico.
Qui i fiori non crescono.

Non sono come
gli altri
gli altri sono come
gli altri.

Si assomigliano tutti:
si riuniscano
si ritrovano
si accalcano
sono
allegri e soddisfatti
e io sto
bruciando all’inferno.

Il mio cuore ha mille anni.
Non sono come
gli altri.
Morirei nei loro prati da picnic
soffocato dalle loro bandiere
indebolito dalle loro canzoni
non amato dai loro soldati
trafitto dal loro umorismo
assassinato dalle loro preoccupazioni.

Non sono come
gli altri.
Io sto
bruciando all’inferno.

L’inferno di
me stesso.

Charles Bukowski

CHE COSA DIRANNO I VICINI?

Che cosa diranno i vicini?

i miei genitori erano sempre dietro a
chiederlo,
naturalmente non mi importava un fico di
che cosa diranno i vicini.
mi facevano pena i vicini,
codardi che spiavano da dietro le
tendine.
l’intero quartiere si spiava
addosso
e negli anni trenta non c’era molto
da vedere,
eccetto me che tornavo a casa ubriaco
a tarda notte.

“finirai per uccidere tua madre,”
diceva mio padre,
“e inoltre che cosa diranno
i vicini?”

quanto a me pensavo di comportarmi
assai bene.
in un modo o in un altro
riuscivo a ubriacarmi
senza avere in tasca
il becco di un quattrino.
un trucco che mi sarebbe tornato
molto comodo
più avanti
negli anni.

a peggiorare le cose per i miei poveri
genitori
cominciai a scrivere lettere al direttore
di un giornale a larga tiratura,
che, per lo più, venivano pubblicate
e sostenevano tutte
cause impopolari.

“che cosa diranno i vicini?”
chiedevano i miei
genitori.

ma le lettere producevano risultati
interessanti – messaggi minatori,
incluse minacce di morte a mezzo posta.
inoltre mi misero in contatto
con certa gente stramba
convinta che io credessi a
tutto quello che scrivevo.

ci furono incontri segreti
in cantine e solai,
c’erano pistole,
patti,
discorsi.
quelli erano i posti
dove scroccavo da bere.
a molte di quelle assemblee
partecipavano i razzisti,
giovanotti tra
i 17 e i 23 anni.
“non vogliamo che i neri
ci fottano le donne!
devono morire!”
sfortunatamente
di donne
io non ne fottevo
proprio.
tutti gli incontri iniziavano
con il saluto sull’attenti
alla bandiera
che io giudicavo
dannatamente
infantile.
ma la maggior parte di quei giovanotti
venivano da famiglie
perbene
e dopo le assemblee
io bevevo con loro.
bevevo più che potevo
mentre blateravano.
non ho mai aperto bocca
ma non sembravano seccati.
ricordavano le mie lettere
e non sospettavano che
fossero un trucco.
non ero un essere umano
decente,
ma certo non ero in combutta
con ideologie
o gruppuscoli.
mi ripugnava
l’intera idea della vita
e degli uomini
ma era più facile
scroccare
da bere
ai razzisti
che alle vecchiette nei bar:

“non credo che tu
sia davvero mio figlio,”
disse mio padre.

“che cosa diranno
i vicini?” disse
mia madre.

poveri dannati patrioti pazzi illusi.

dopo che mi cacciarono
di casa
gliela diedi su
alle assemblee
e andai a vivere da me
in una catapecchia a
Bunker Hill.

e i miei genitori non dovettero
più preoccuparsi
di cosa avrebbero detto
i vicini.

 

Charles Bukowski

 

UN SORSO DI VITA

UN SORSO DI VITA

 

I

Ho preso un Sorso di Vita −
Vi dirò quanto l’ho pagato −
Precisamente un’esistenza −
Il prezzo di mercato, dicono.

M’hanno pesata, Granello per Granello −
Bilanciata Fibra con Fibra,
Poi m’han dato il valore del mio Essere −
Un solo Grammo di Cielo!

II

Se potrò impedire a un Cuore di spezzarsi
Non avrò vissuto invano
Se potrò alleviare il Dolore di una Vita

O lenire una Pena

O aiutare un Pettirosso caduto

A rientrare nel suo nido
Non avrò vissuto invano.

III

Uno più Uno − fa Uno −
Due − si finisca d’usarlo −
Va bene per le scuole −
Ma non per la Scelta interiore −

Vita – soltanto – O Morte −
O l’Eternità −
Di più – sarebbe troppo vasto

Per la Capacità di un’Anima −

IV

Per fare un prato occorrono un trifoglio e un’ape,
Un trifoglio e un’ape,
E immaginazione.
L’immaginazione da sola basterà,
Se le api sono poche.

V

Che l’Amore è tutto
È tutto ciò che sappiamo dell’Amore,
È abbastanza, il carico dev’essere
Proporzionato al solco.

VI

Non avessi visto il Sole
Avrei sopportato l’oscurità
Ma la Luce un rinnovato Deserto
Del mio Deserto ha fatto −

VII

Una parola muore

quando è detta
Dice qualcuno −
Io dico che proprio
Quel giorno

Comincia a vivere.

VIII

Mi nascondo nel mio fiore,
Cosicché appassendo nel tuo Vaso −
Tu − senza saperlo − senta per me −
Quasi − un che di nostalgia −

IX

C’è una solitudine dello spazio
Una solitudine di mare
Una solitudine di Morte, ma queste
Son compagnia
Rispetto a quel luogo profondo
Quell’intimità polare
Un’anima dinanzi a sé stessa −

Infinità Finita.

X

Chi non ha trovato il Paradiso − quaggiù −
Lo mancherà lassù −
Perché gli Angeli prendono Casa

accanto alla nostra,
Ovunque ci spostiamo −

Emily Dickinson