APRI A CHI NON BUSSA ALLA TUA PORTA

Apri a chi non bussa alla tua porta

 

Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,
dicendo che è un mio emissario,
non credergli, anche se sono io;
ché il mio orgoglio vanitoso non ammette
neanche che si bussi
alla porta irreale del cielo.
Ma se, ovviamente, senza che tu senta
bussare, vai ad aprire la porta
e trovi qualcuno come in attesa
di bussare, medita un poco. Quello è
il mio emissario e me e ciò che
di disperato il mio orgoglio ammette.
Apri a chi non bussa alla tua porta

Fernando Pessoa

THE MAN WITH THE BEAUTIFUL EYES

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Charles Bukowski “The man with the beautiful eyes”

 

Quando eravamo piccoli c’era una casa strana,
gli scuri erano sempre chiusi
non sentivamo voci venire da dentro.
Il giardino era pieno di canne di bambù,
ci divertivamo a giocare tra i bambù.
Fingevamo di essere Tarzan, anche se macava Jane,
C’era un grande stagno con i pesci rossi più grassi del mondo.
Erano pesci addomesticati. salivano in superficie
per prendere dalle nostre mani le briciole di pane.
I nostri genitori ci avevano detto:
“Non avvicinatevi a quella casa.” Naturalmente ci andammo.
Ci chiedevamo se qualcuno ci abitasse
Passavano le settimane, ma non si vedeva nessuno,
un giorno sentimmo una voce provenire dalla casa:
“Maledetta puttana!” Era la voce di un uomo.
Poi la porta di casa si spalancò e l’uomo ne uscì.
Teneva una pinta di whisky nella mano destra.
Avrà avuto trent’anni.
Aveva un sigaro in bocca e la barba non rasata.
i suoi capelli erano ribelli e spettinati
ed era scalzo in cannottiera e pantaloni.
Ma gli occhi erano luminosi, splendevano. E disse:
“Signorini! Spero vi stiate divertendo.”
Poi fece una risatina e tornò nella sua casa.
Ce ne tornammo nel giardino dei miei genitori per riflettere sulla cosa.
Arrivammo alla conclusione che i nostri genitori volevano tenerci lontani da lì,
perchè non volevano che vedessimo un uomo come quello:
un uomo forte dagli occhi meravigliosi.
Si vergognavano di non essere come lui
per questo volevano tenercene alla larga.
Ma noi tornammo a quella casa e alle canne di bambù
e ai pesci addomesticati.
Tornammo tante volte e per molte settimane di seguito,
ma non vedemmo nè sentimmo più quell’uomo.
Gli scuri erano chiusi come sempre e tutto era silenzioso.
Un giorno mentre tornavamo da scuola vedemmo la casa.
Era bruciata, non era rimasto niente.
Solo delle fondamenta fumanti.
Corremmo allo stagno dei pesci rossi e non c’era più l’acqua.
I grassi pesci rossi erano morti.
Tornammo al giardino dei miei a parlarne.
Secondo noi i nostri genitori avevano bruciato la casa
avevano ucciso gli abitanti e avevano ucciso i pesci
perchè era tutto troppo bello.
Avevano bruciato anche la foresta di bambù.
Avevano avuto paura dell’uomo dagli occhi meravigliosi.
Noi cominciammo a temere che per il resto della nostra vita
sarebbero successe cose come queste,
che nessuno avrebbe voluto persone belle come quell’uomo,
che gli altri non lo avrebbero permesso
e che molte persone sarebbero dovute morire.

Testo tratto da
“Nato per rubare le rose- Madrigali da una camera in affitto”,
SugarCo Editore, 1997

PENSAMENTO POSITIVO

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Pensamento Positivo – Hermeto Pascoal e grupo

TANGERINA – vídeo-poema

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Tangerina – vídeo-poema

METAMORFOSIS, POEMA VISUAL

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METAMORFOSIS, POEMA VISUAL

ANIMACION POESIA VISUAL

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Animación poesía visual

POESIA VISUAL

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Poesía visual

DESENZANO

 

DESENZANO

 

(una lirica interiore)

 

Mi beffeggia la smorfia del sole

Ora amico hai trovato la fuga

Dal cotto viavai nel catino sulla spiaggia

A mezzogiorno …

Io resto sulla sacra trave d’ottone

In compagnia delle trote

Già …

E’ vero …

Uno scrittore talvolta

Osserva e riflette

Sui possibili errori

Di una lettera sillabata

E io

Sono

In un attimo

Nel mio corpo

Il mio corpo …

Desenzano

Il mio corpo sulla spiaggia

Di sassi appuntiti

Il mio corpo nel catrame

Tra le lame dei rasoi

Non basta a scappare …

 

Desenzano, estate 1979

ALBA D’ACCIAIO

ALBA D’ACCIAIO

 

L’alba è d’acciaio

Ci arrivo ogni notte ondeggiando

Respiro tra vuoto e oscurità

Angeliche impudità vaganti

Nel cielo di questo Febbraio

Senza direzione

Volano i corvi, bassi tra le pietre

E guerrieri estraggono

Dalle faretre le sorti

Di una intera generazione….

L’alba è d’acciaio

Amico posa oggi il chiodo

Che ci crocefisse perché forse

È l’Apocalisse, e mi sento

Il cieco che sorride nel buio

Mi sento oggi

Di indossare il saio e garantire

A tutti la salvezza

Violento esplodendo in veti

Sul vivere, morire, tornare feti…

Perire tra i flutti

Terribilmente conscio che oggi

Cristallino vola nell’aria, è palese

Il candore stranito, la malaria,

La febbre che uccise quell’Orgia Milanese

Presto sarà giorno

Traspare un sole che a stento

Trattiene il rimorso di dire:

“sono anch’io qui per giocare”

Prosciugando le credenze vane…

L’alba è d’acciaio

In barbaro isolamento consumo

Un velenoso tradimento

E a forza di pensare

Consumerò ancora il giorno…

Cala il sole

Di nuovo tra le alte case,

Canti di assoluzione nell’aria,

E’ notte e miei simili amori senza testa

Danno nuovamente inizio alla Festa…

THIS THE END OF THE WORLD

THIS IS THE END OF THE WORLD

THIS IS THE END OF THE WORLD

THIS IS THE END OF THE WORLD