THE TYPEWRITER IS OVER

 

THE TYPEWRITER IS OVER

 

Anna

Beve birra,

bionda

sabbia sdraiata,

sensuale

spiaggia di lunedì soffici…

 

Uomo-gomma

mastica cielo,

sputa

sei metri d’aria,

sfodera la terra

banale tragedia

di liquirizia…

 

Highbrow

tira fuori la lingua,

milita

nella trasformazione analitica,

primo a cercare di leccare

il raggio della mia bocca …

 

Io

nascondo me stesso    disattento

la clandestinità esprime repressione del mio corpo,

preferisco non essere toccato,

cammino livido           insensibile

verso l’uscita di servizio del plaza,

luce in corsa della cometa

in questa strana notte deforme

rumori

indistinte parole

il mantello d’Europa ci avvolge

di profumato oppio

nuova condizione di involontaria violenza

la scintillante follia esce dalle righe

mentre…

 

Natasha

Vomita viaggi,

il tropico del Cancro,

fine d’autunno,

delizie da Parco Lambro

e le danze

aprono

vortici spaziali

sul suo vestito carico…

macchie

una coca          la sigaretta      the typewriter

zolfo… il batter dell’occhio   stanco

inespressivo…

il mago che fotte

il cero  prossimo         è          fine

tragitto di sputo sino al pavimento

tenero letto                la voglia

la goccia

gioia de riflusso          il piacere

dolce galoppo             di disgusto…

lontana l’acqua riempe lo sguardo…

il caldo corpo paradisiaco, il morso di vipere impotenti

gettato nel fresco disastro

il potere                              la mente…

scivola nel martirio             senza carattere

senza movimento                nasce un nuovo porcile

sconosciuto alla ameba sociale

manicomio permanente…

 

il sergente Pepper  :  siamo tanti zero

funghi del marasma astensionistico

serve mistificate dell’underground morto

sepolti a fecondare l’humus cittoidale…

profumo galante di libertà si sparge

camminano corvi sull’asse delle x  after the gold rush

ah…l’occidente                          fuori dai bordi violetti

pernici sulle ordinate y…

 

Ulisse

è vichingo

nudo

gnomo di professione

vive sul ricordo           barbaro

sul letto di spine di rosa         rigagnoletti di sangue…

 

Il venerdì sera

sette artisti sfatti

sfilano in piazza Napoli

prigionieri della Galassia

cercando l’ispirazione nel più singolare dei modi

tanto

non sanno vivere che poche righe eleganti

mangiando e piangendo

con la sofferenza e la tentazione di strappare la pelle del cranio

e metterla sottaceto in una provetta

per iniziare l’arte

e

spalmarla sulle scene

ad invischiare i mostri della lotta intellettuale

nobili rifiuti della stregoneria del potere

strepitoso esempio di decadenza della cultura…

 

( e l’Europa ci avvolge di profumo… che crepi anche questo fluido! )

r.a.c.