PARIS AT NIGHT

 

Paris at night

 

Trois allumettes une à une allumées dans la nuit
La première pour voir ton visage tout entier
La seconde pour voir tes yeux
La dernière pour voir ta bouche
Et l’obscuritè tout entière pour me rappeler tout cela
En te serrant dans mes bras.

Parigi di notte

 

Tre fiammiferi uno dopo l’altro accesi nella notte
Il primo per vedere intero il volto tuo
il secondo per vedere gli occhi tuoi
l’ultimo per vedere la tua bocca
e l’oscurità completa per ricordarmi queste immagini
Mentre ti stringo a me tra le mie braccia.

Jacques Prévert

 

LIFE DOESN’T FRIGHTEN ME

 

Life Doesn’t Frighten Me

Shadows on the wall
Noises down the hall
Life doesn’t frighten me at all
Bad dogs barking loud
Big ghosts in a cloud
Life doesn’t frighten me at all

Mean old Mother Goose
Lions on the loose
They don’t frigthen me at all
Dragons breathing flame
On my counterpane
That doesn’t frighten me at all

I go boo
Make them shoo
I make fun
Way they run
I won’t cry
So they fly
I just smile
They go wild
Life doesn’t frighten me at all

Tough guys in a fight
All alone at night
Life doesn’t frighten at all
Panthers in the park
Strangers in the dark
No, they don’t frighten me at all

That new classroom where
Boys all pull my hair
(Kissy little girls
With their hair in curls)
They don’t frighten me at all

Don’t show me frogs and snakes
And listen for my scream,
If I’m afraid at all
It’s only in my dreams

I’ve got a magic charm
That I keep up my sleeve,
I can walk the ocean floor
And never have to breathe.

Life doesn’t frighten me at all
Not at all
Not at all
Life doesn’t frighten me at all

Maya Angelou

 

traduzione :

La vita non mi spaventa

 

Ombre sul muro
Rumori lungo il corridoio
La vita non mi spaventa per niente
Cani infuriati che latrano
Enormi fantasmi in una nuvola
La vita non mi spaventa per niente

La vecchia cattiva Mamma Oca
I leoni in liberta’
Non mi spaventano per niente
Draghi che sputano fiamme
Sul mio copriletto
Non mi spaventano per niente

Io faccio “buh”
Dico “pussa via”
Mi diverto
A vederli correre
Non piangerò
Così voleranno via
Mi basta sorridere
Per farli impazzire
La vita non mi spaventa per niente

Ragazzi violenti che fanno a botte
Tutta sola di notte
La vita non mi spaventa per niente
Pantere nel parco
Estranei al buio
No, non mi spaventano per niente

Quella nuova classe dove
Tutti i ragazzi mi tirano i capelli
(Ragazzine smorfiose
Dai capelli ricci)
Non mi spaventano affatto

Non mostratemi rane e serpenti
Aspettandovi che io urli
Se mi spavento
Lo faccio solo nei miei sogni

Ho un incantesimo
Nascosto nella manica,
Posso camminare sul fondo del mare
Senza bisogno di respirare

La vita non mi spaventa per niente
Per niente
Per niente
La vita non mi spaventa per niente

Maya Angelou

 

LIFE DOESN'T FRIGHTEN ME

 

Life Doesn’t Frighten Me

Shadows on the wall
Noises down the hall
Life doesn’t frighten me at all
Bad dogs barking loud
Big ghosts in a cloud
Life doesn’t frighten me at all

Mean old Mother Goose
Lions on the loose
They don’t frigthen me at all
Dragons breathing flame
On my counterpane
That doesn’t frighten me at all

I go boo
Make them shoo
I make fun
Way they run
I won’t cry
So they fly
I just smile
They go wild
Life doesn’t frighten me at all

Tough guys in a fight
All alone at night
Life doesn’t frighten at all
Panthers in the park
Strangers in the dark
No, they don’t frighten me at all

That new classroom where
Boys all pull my hair
(Kissy little girls
With their hair in curls)
They don’t frighten me at all

Don’t show me frogs and snakes
And listen for my scream,
If I’m afraid at all
It’s only in my dreams

I’ve got a magic charm
That I keep up my sleeve,
I can walk the ocean floor
And never have to breathe.

Life doesn’t frighten me at all
Not at all
Not at all
Life doesn’t frighten me at all

Maya Angelou

 

traduzione :

La vita non mi spaventa

 

Ombre sul muro
Rumori lungo il corridoio
La vita non mi spaventa per niente
Cani infuriati che latrano
Enormi fantasmi in una nuvola
La vita non mi spaventa per niente

La vecchia cattiva Mamma Oca
I leoni in liberta’
Non mi spaventano per niente
Draghi che sputano fiamme
Sul mio copriletto
Non mi spaventano per niente

Io faccio “buh”
Dico “pussa via”
Mi diverto
A vederli correre
Non piangerò
Così voleranno via
Mi basta sorridere
Per farli impazzire
La vita non mi spaventa per niente

Ragazzi violenti che fanno a botte
Tutta sola di notte
La vita non mi spaventa per niente
Pantere nel parco
Estranei al buio
No, non mi spaventano per niente

Quella nuova classe dove
Tutti i ragazzi mi tirano i capelli
(Ragazzine smorfiose
Dai capelli ricci)
Non mi spaventano affatto

Non mostratemi rane e serpenti
Aspettandovi che io urli
Se mi spavento
Lo faccio solo nei miei sogni

Ho un incantesimo
Nascosto nella manica,
Posso camminare sul fondo del mare
Senza bisogno di respirare

La vita non mi spaventa per niente
Per niente
Per niente
La vita non mi spaventa per niente

Maya Angelou

 

L ‘ ETERNITA’

 

L ‘ ETERNITA’

 

E’ ritrovata.

Che? – L’Eternità.

E’ il mare andato via

Col sole.

 

Anima sentinella,

Mormoriamo l’assenso

Della Notte di niente

E del giorno di fuoco.

 

Dai suffragi umani,

Dai comuni slanci

Tu là ti liberi

E voli a seconda.

 

Poi che da voi sole,

Braci di raso,

Esala il Dovere

Senza un: finalmente.

 

Là niente speranza,

Non c’è un orietur.

Scienza con pazienza,

Il supplizio è certo.

 

E’ ritrovata

Che? – L’Eternità.

E’ il mare andato via

Col sole.

 

Arthur Rimbaud (da Poesie) (Trad. di Diana Grange Fiori)

L ' ETERNITA'

 

L ‘ ETERNITA’

 

E’ ritrovata.

Che? – L’Eternità.

E’ il mare andato via

Col sole.

 

Anima sentinella,

Mormoriamo l’assenso

Della Notte di niente

E del giorno di fuoco.

 

Dai suffragi umani,

Dai comuni slanci

Tu là ti liberi

E voli a seconda.

 

Poi che da voi sole,

Braci di raso,

Esala il Dovere

Senza un: finalmente.

 

Là niente speranza,

Non c’è un orietur.

Scienza con pazienza,

Il supplizio è certo.

 

E’ ritrovata

Che? – L’Eternità.

E’ il mare andato via

Col sole.

 

Arthur Rimbaud (da Poesie) (Trad. di Diana Grange Fiori)

PAROLE

 

PAROLE

 

 

Parole,

dove il cuore dell’uomo si specchiava

– nudo e sorpreso – alle origini ; un angolo

cerco nel mondo, l’oasi propizia

a detergere voi con il mio pianto

dalla menzogna che vi accieca. Insieme

delle memorie spaventose il cumulo

si scioglierebbe, come neve al sole.

 

Umberto Saba

LE ONDE

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LE ONDE

Carmelo Bene – Boris Pasternak “Le Onde”

 

Le onde

Tu mi stai accanto, lontananza del socialismo.

Dici d’esser vicina? Frammezzo alle angustie,
in nome della vita, in cui ci siamo legati,
trasportaci, ma solo tu.

Tu mandi fumo tra una nebbia di teorie,
terra fuori di ciarle e di calunnie,
come una porta sul mondo e una porta sul mare,
e una porta sulla Georgia da Mleti.

Tu sei il paese ove le donne di Putivl’
non piangono prima del tempo come i cuculi,
e con tutta la verità io le rendo felici,
e ad essa non occorre distoglierne lo sguardo.

Dove respirano l’una accanto all’altra,
e i ganci della passione non scricchiano
e non danno un residuo di frazioni
per sventura delle madri e dei bambini.

Dove io non ricevo alcun resto
in vita spicciola dall’esistenza,
ma segno solo ciò che spendo
e spendo tutto quello che conosco.

Dove la voce, mandata a rincorrere
una novità indistruttibile,
con l’esultanza del mio bambino
mi fa eco dall’avvenire.

Qui sarà tutto: ciò che ho vissuto
nei presagi e nella realtà,
e coloro di cui non sono degno,
e ciò per cui fra di essi ho un nome.

Tu sei ancora qui, e mi hanno detto
ove sei adesso e ove sarai alle cinque.
Io ti potrei trovare nel Kursaal,
piuttosto che ciarlare invano.

Tu ascolteresti ritornando giovane,
grande, libera, audace,
dell’uomo giunto al limite
da una formica che è cresciuta troppo.

Vi sono nell’esperienza dei grandi poeti
tali tratti di naturalezza
che non si può, dopo averli conosciuti,
non finire con una mutezza completa.

Imparentati a tutto ciò che esiste, convincendosi
e frequentando il futuro nella vita di ogni giorno,
non si può non incorrere alla fine, come in un’eresia,
in un’incredibile semplicità.

Ma noi non saremo risparmiati,
se non sapremo tenerla segreta.
Più d’ogni cosa è necessaria agli uomini,
ma essi intendono meglio tutto ciò che è complesso…

 

B. Pasternak, le onde, 1931

 

IL PASSERO SOLITARIO

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IL PASSERO SOLITARIO

Leopardi, il passero solitario, detta da filippo gili

 

Il passero solitario

 

D’in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli
Non ti cal d’allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell’anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de’ provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch’omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s’allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell’aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.
Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all’altrui core,
E lor fia vóto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest’anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirornmi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.

 

Giacomo Leopardi

 

 

NON M’IMPORTA

Non m’importa

 

Che importa

di un innamoramento

detto squilibrato

dove soffrirei io

mentre tu sei

col marito ricco.

Soffrirò in silenzio,

non te ne accorgerai.

Mi accontenterò

delle briciole che mi dai,

di un amore nato

nel quotidiano vuoto.

Un amore concesso

senza rimproveri e colpe

estreme. Un amore,

senza rimorsi.

Un amore sbiadito

che alla luce sparisce.

 
Giuseppe Costantino Budetta

NON M'IMPORTA

Non m’importa

 

Che importa

di un innamoramento

detto squilibrato

dove soffrirei io

mentre tu sei

col marito ricco.

Soffrirò in silenzio,

non te ne accorgerai.

Mi accontenterò

delle briciole che mi dai,

di un amore nato

nel quotidiano vuoto.

Un amore concesso

senza rimproveri e colpe

estreme. Un amore,

senza rimorsi.

Un amore sbiadito

che alla luce sparisce.

 
Giuseppe Costantino Budetta